Coppia di Perdoni della Confraternita del Carmine, incappucciati con abito chiaro, guanti bianchi e bordone, durante la Settimana Santa a Taranto
I Perdoni della Settimana Santa a Taranto — foto: Marcolletta.1 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se c'è un momento dell'anno in cui Taranto mostra la sua anima più profonda, è la Settimana Santa. Per alcuni giorni la città vive un calendario di riti che i tarantini sentono propri da generazioni: coppie di confratelli scalzi che avanzano lentissime, statue portate a spalla nella notte, bande che suonano marce funebri, il suono secco della troccola che apre i cortei. Non è uno spettacolo ma una celebrazione religiosa, ed è proprio questo a colpire chi arriva da fuori. Ecco cosa sapere per viverla con rispetto e senza affanno.

Chi organizza i riti: le confraternite

I protagonisti sono due antiche confraternite: quella di Maria Santissima Addolorata e San Domenico, legata alla chiesa di San Domenico Maggiore nella Città Vecchia, e quella di Maria Santissima del Carmine, che ha sede nella chiesa del Carmine, nella parte nuova della città. Il cammino comincia la Domenica delle Palme, quando i confratelli partecipano alle cosiddette "gare": una sorta di asta in cui ci si aggiudica l'onore di portare in processione le statue e i simboli della Passione. Il ricavato sostiene le attività benefiche delle confraternite durante l'anno.

I Perdoni del Giovedì Santo

Il pomeriggio del Giovedì Santo dalla chiesa del Carmine escono i Perdoni: coppie di confratelli a piedi scalzi, con il volto coperto dal cappuccio bianco, l'abito bianco con la mozzetta color crema, il cappello nero e il bordone del pellegrino. Il loro nome ricorda gli antichi pellegrini che si recavano a Roma per ottenere il perdono dei peccati. Le coppie visitano i Sepolcri, cioè gli altari della reposizione allestiti nelle chiese della città, avanzando con la nazzicata, un dondolio lento e cadenzato che è il segno più riconoscibile dei riti tarantini. Incontrarli per strada, magari mentre si fermano in preghiera davanti a una chiesa, è un'emozione silenziosa.

Il pellegrinaggio dell'Addolorata

Nella notte tra Giovedì e Venerdì Santo dalla chiesa di San Domenico Maggiore esce la statua dell'Addolorata, segno del dolore della Madre per la Passione del Figlio. Il corteo è aperto dal troccolante, che scandisce il passo con la troccola, ed è composto da confratelli con mozzetta nera e cappuccio, dai simboli della Passione e dalla statua della Vergine, accompagnata dalle marce funebri delle bande. Il pellegrinaggio attraversa la città per molte ore e si conclude soltanto nel pomeriggio del Venerdì. Chi vuole assistere all'uscita dalla chiesa deve mettere in conto una grande folla nei vicoli della Città Vecchia: meglio arrivare con largo anticipo, oppure scegliere un punto più tranquillo lungo il percorso.

La processione dei Misteri

Il Venerdì Santo, dalla chiesa del Carmine, parte la processione dei Misteri, organizzata dalla Confraternita del Carmine. Sfilano le statue che raccontano la Passione, tra cui Gesù nell'orto, Gesù alla colonna, il Crocifisso, Gesù Morto e la Sacra Sindone, fino all'Addolorata. Anche qui il ritmo è quello lentissimo della nazzicata, e le bande accompagnano il corteo con le marce funebri per tutta la notte: la processione rientra nella chiesa del Carmine soltanto la mattina del Sabato Santo. Vedere le statue attraversare le vie della città alle prime luci del giorno è uno dei momenti più intensi dell'intera settimana.

Da sapere: le date della Settimana Santa cambiano ogni anno perché seguono la Pasqua, e percorsi e programma vengono comunicati di volta in volta dalle confraternite e dall'Arcidiocesi di Taranto. Prima di partire verificate sempre date e programma sui canali ufficiali.

Come assistere con rispetto

Le processioni sono riti religiosi, vissuti dai fedeli con raccoglimento. Qualche accorgimento aiuta a non disturbare:

  • mantenete il silenzio al passaggio delle statue e dei Perdoni, e tenete basso il tono della voce anche tra la folla;
  • non attraversate il corteo e non interrompete il cammino delle coppie di confratelli;
  • evitate il flash e non avvicinatevi troppo per le foto: i confratelli sono in preghiera;
  • con i bambini scegliete tratti meno affollati e concordate un punto di ritrovo, nel caso ci si perda di vista;
  • portate scarpe comode e qualcosa di caldo: di notte, all'aperto e restando a lungo fermi, l'aria si fa fresca.

Organizzare il soggiorno

Nei giorni dei riti Taranto si riempie di visitatori, quindi conviene prenotare per tempo. L'Appartamento MA.GI.A si trova a circa 1,5 km in linea d'aria dalla Città Vecchia e dispone di un parcheggio privato gratuito, comodo quando le vie del centro si affollano: potete lasciare l'auto e muovervi a piedi. Di giorno, tra un rito e l'altro, c'è tempo per una passeggiata sul Lungomare o per una visita al MArTA, dopo averne controllato le aperture nei giorni festivi. Se state pensando a un weekend lungo, date un'occhiata anche alla nostra guida su ponti e festività a Taranto.

Vivere la Settimana Santa a Taranto con calma

L'Appartamento MA.GI.A accoglie 5 ospiti (fino a 7 su richiesta), con parcheggio privato gratuito e check-in dalle 15:00 con accoglienza di persona.